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Discografia

Synapsis - Quasar Lux Symphoniae

MIT - Quasar Lux Symphoniae

The Enlightening March - Quasar Lux Symphoniae

Abraham - QLS

QLS - NIGHT HYMN (1984)

The Dead Dreams - QLS

QLS
Fabio Giacomello - chitarra acustica

FABIO GIACOMELLO Avevo dodici anni quando mio nonno materno mi regalò una chitarra, modello padella, per imparare a mettere le dita da qualche parte su quello strumento che mi affascinava ma di cui non sapevo nulla. Vedendo che in qualche modo mi applicavo, mio padre pensò di mandarmi da un maestro privato, insegnante di chitarra classica, un ex del Conservatorio di Venezia. Durai un mese scarso perché il mio orecchio funzionava meglio dei suoi suggerimenti e un po’ perché sono sempre stato insofferente ai sistemi autoritari. Però fu l'inizio di un riconoscimento legato alla scoperta che “ci sapevo fare”. Due anni dopo la padella il nonno, sempre lui, allungò un po' di quattrini per l'acquisto di una “Aria” acustica che in qualche tempo sotto le mie zampe suonava con decenza quello che io allora chiamavo “doppio basso”, in realtà finger picking.
Arrivò presto il giorno in cui il babbo comprò uno stereo, il primo in famiglia, e cominciai a prendere dischi in un momento particolare della storia del pop rock: gli anni Settanta. Ogni disco che usciva creava qualcosa che sarebbe rimasto nel tempo (The dark side of the moon, Trilogy, Foxtrot, Led Zeppelin, etc..). Ascoltavo anche la West Coast americana (Crosby, Stills, Nash & Young, Eagles) e, soprattutto, cercavo chitarristi. Jorma Kaukonen, John Mc Laughlin, Rembourn, Grossmann, Di Meola, Rev Gary Davies... ognuno mi permetteva di crescere perché nello sforzo di riprodurre un brano semplicemente ascoltandolo si impara parecchio.
Ero in quarta liceo quando un mio compagno di classe arrivò a scuola con una cassetta e un pezzo registrato, a suo dire, strepitoso, dicendo “Fabio, senti qua...” Il giorno dopo a ricreazione, in sala musica (sì, avevamo una sala musica) ho suonato il pezzo. Era Mood for a day di Steve Howe dal disco Yessongs, brano di Segovia mi pare. Il fatto è che mi sono fermato là. Con lo studio, intendo. E questo rimane un rimpianto. In verità ho sempre continuato a suonare, a cercare qualcosa di speciale tra le corde ascoltando e riproducendo i brani di questo e di quello. Ho avuto per un po' anche un gruppo con cui condividere alcune canzoni che fino a quel momento avevo creato, attaccandoci un testo: ci chiamavamo Bountyful Rain e con me suonavano mio fratello, alla batteria, un suo amico al basso con sorella cantante (ora hanno tutti una cantante, ma pensate al 1980!) e un chitarrista rockettaro fatto diventare tastierista. Ci divertimmo qualche mese provando qua e là, ma dopo una piccola demotape, ognun per sé... era il 1983.
Un anno dopo conobbi Roberto Sgorlon. Mio fratello mi disse “Fabio, c'è un tipo che suona, vieni a sentire”. Era lui, con la sua Gibson Artisan, ascoltavo note non amplificate e sapevo che c'era molto, molto talento. Aveva un gruppo, mi disse: i Quasar Lux Symphoniae. Lui suonava di tutto, ma il suo era rock e la mia chitarra era troppo polifonica. Quindi, solo ammirazione per quel gruppo con un batterista straordinario e l'ormai amico, incredibile, Roberto. Quest'ultimo, detto “il Beattie”, incontrava in quel periodo un tastierista,  “tanto bravo che quasi non ho il coraggio di chiedergli se fa un pezzo con noi, cosi, giusto per un concerto”. Era Paolo Paroni, puro talento. Lo conobbi in occasione di un concerto che organizzai per loro in provincia di Venezia; mi sembrava che galleggiasse da terra... un marziano. Ai tempi abitavo a Scorzè a facevo spesso un giretto in Friuli per stare con loro, oltre che per lavoro, apprendendo così che Beattie, dopo la licenza di teoria e solfeggio, si era messo a studiare l’armonia classica, Fabrizio era un batterista sempre più rock e Paolo, il Maestro, aveva cominciato i suoi studi Direzione d'Orchestra.
Da quel fermento nacque un concerto, che ricordo bene perché fu il primo per me con i Quasar. Suonai con loro accompagnandoli in covers (l’ultima volta che i Quasar avrebbero suonato cover) e pezzi originali, tra cui uno anche mio! C'era già il germe del primo lavoro. Era il 18 settembre 1992.
Sempre nel 1992 Paolo partì per Vienna, ammesso all’Accademia Musicale per studiare direzione d’orchestra. Durante le nostre visite nella capitale austriaca prese forma il progetto di un lavoro originale, l’opera rock Abraham, di cui sono fiero autore dei testi.
Ero ormai nel gruppo, cercando di fare del mio meglio con la mia sei corde acustica nuova: una Takamine con corde di nylon. Nel frattempo, con Roberto nel ruolo di tutor, ascoltavo un sacco di musica classica, appassionandomi. Nel 1996 registrammo il secondo lavoro, The Enlightening March of the Argonauts. Successivamente iniziai a studiare violoncello, bellissima esperienza che però non andò oltre l'anno e mezzo di studi per i miei impegni di vita professionali. Fu anche grazie a questa esperienza che nacque il lavoro a me più affine: MIT. Un Concept Album dove scrissi un racconto dalla cui traccia narrativa emergevano i testi e nel quale immisi tutte le piccole melodie che avevo nel cuore dai tempi dei Bountyful Rain. Ma solo l'aiuto di tutto il gruppo, Roberto, Paolo, Fabrizio, Marco, Mauro, Anna, Ulisse, permise a me di far stare in piedi un’idea che senza di loro non si sarebbe consolidata. Credo che dopo tanti anni la sola variabile positiva che lega un gruppo di persone così eterogenee sia l'amicizia. MIT uscì nel 1999.
Varie vicissitudini mi hanno poi fatto trasferire in Friuli, con la possibilità di frequentare più spesso i musicisti amici. Così ho conosciuto Elvio (chitarrista pazzesco! veloce e musicale) e Marco Filippo, nuovi ingressi nei QLS, con i quali ho collaborato a Synopsis, in cui ho registrato per la prima volta anche la mia nuova chitarra Martin.

Ho lasciato la facoltà di statistica a tre quarti - preferisco le materie umanistiche
Sono appassionato di letteratura e filosofia
Leggo molto, di tutto
Adoro il fantasy
Ho un interesse ipnotico per la filosofia orientale
Studio lo zen
Pratico da dieci anni arti marziali: ju jitsu
Pratico lo shiatsu e frequento un accademia ayurvedica
Appena posso salgo su una barca a vela
Ascolto musica, tutta (ehm...quasi tutta)
Amo scrivere (brevi testi, poesie)
Amo suonare la chitarra acustica
...
E amo il cacciucco alla livornese! :-)

Equipment di Fabio Giacomello

 
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